Naturopata - Iridologo , laureato in Scienza della Salute

BENEFICI DELLA COTTURA A BASSA TEMPERATURA

Si sa che la cottura del cibo distrugge la maggior parte dei principi nutritivi ma certi cibi, certamente, non si possono mangiare crudi. Allora, dobbiamo rinunciarvi? Certo che no!

L‘utilizzo del cibo cotto, a volte, non solo è utile ma anche necessario. Per esempio, nei mesi invernali, alle longitudini polari o in alta montagna, il cibo cotto è una necessità in quanto quest’ultimo, dopo essere stato mangiato, produce calore nel corpo. Il calore, infatti, è (insieme all’aria, all’acqua e alla luce) uno dei fattori essenziali per la vita e la salute.

Non tutti i sistemi di cottura, però, sono sani. Infatti, le cotture violente ad alte temperature tendono a distruggere tutti i principi nutritivi a tal punto che il cibo, non solo perde valore nutritivo, diventa addirittura tossico. Per esempio, tutti i cibi carbonizzati, soprattutto i grassi animali, sono cancerogeni a causa della formazione di idrocarburi policiclici aromatici.

La cottura a bassa temperatura sottovuoto rappresenta il miglior compromesso alimentare quando si necessita dell’assunzione di cibo cotto. Se si cuoce ad una temperatura non superiore a 45-50 °C, gli enzimi come pure le vitamine, che sono i fattori nutritivi principali dei cibi, non saranno irrimediabilmente distrutti.

La cottura sottovuoto a bassa temperatura, inoltre, conserva ed esalta i sapori naturali dei cibi cotti ed, infine, permette una migliore e prolungata conservazione dei cibi cotti a causa dell’assenza di aria.

È risaputo, infatti, che un cibo cotto è più facilmente aggredibile dai microrganismi che lo rendono, pertanto, immangiabile e, a volte, tossico.

Rocco Palmisano

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